Doc Creativity e CCFS

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Doc Creativity e CCFS
Daniela Furlani racconta un modello manageriale che ridisegna il futuro delle professioni creative

 

La Rete Doc, Doc Creativity e CCFS

Un network di cooperative che è anche una rete di professionalità messe a sistema per fornire servizi di qualità nel mondo dello spettacolo, dell’industria creativa, dei viaggi, della produzione cinematografica con un innovativo equilibrio tra libertà individuale e forza del gruppo: è la Rete Doc, di cui Doc Creativity è uno dei tasselli. Promossa da Doc Servizi, che da oltre 30 anni offre le tutele tipiche del lavoro dipendente ai lavoratori discontinui, contribuisce oggi con una quota importante agli 8.000 soci che aderiscono alla Rete. Si tratta di lavoratori freelance che per inclinazione, spinta creativa, organizzazione, hanno bisogno di mantenere un ampio grado di autonomia senza correre i rischi tipici del settore: pagamenti in ritardo, intermittenza delle commesse, assenza di tutele.

Un supporto importante all’idea di impresa alla base di Doc Creativity e dell’intera Rete Doc viene offerto da CCFS, che contribuisce ad ridurre le incertezze del lavoro intermittente con una linea di credito dedicata, che garantisce l’erogazione della paga base a tutti i soci, indipendentemente dai tempi di pagamento dei committenti. La libertà da freelance viene quindi protetta da un modello di lavoro dipendente che ne preserva le caratteristiche e i vantaggi. Protagonista è la cooperazione, che interviene in questa sede sia sul piano organizzativo che finanziario.

 

Un modello di business che unisce il meglio di impresa e cooperazione

Alla base di un modello ibrido che ha fatto scuola, mettendo a fattor comune il meglio del lavoro dipendente, le tutele e l’essere freelance, la libertà e l’autonomia, c’è un’organizzazione di oltre 200 persone che costruiscono con la loro professionalità le migliori soluzioni organizzative, contrattuali e manageriali. L’obiettivo è portare avanti un business cresciuto in modo esponenziale proprio grazie a una rete organizzativa consolidata, che permette alle nuove idee di impresa cooperativa di nascere e svilupparsi, facendo tesoro delle esperienze precedenti. Le scelte delle cooperative che fanno parte della Rete Doc sono guidate da un approccio manageriale costituito da Business Unit (BU) specializzate nei diversi ambiti di attività delle professioni creative, che spaziano dal lavoro nello spettacolo, all’insegnamento, dalla cinematografia alla grafica, dal gaming alle arti visive e alla comunicazione. All’interno della rete, i professionisti possono sviluppare la propria attività o farne un’idea di business, riunirsi con altri soci per fornire servizi al mercato o guardare alla Rete come un’opportunità di mercato. La Cooperazione, in sintesi, si fonde con una solida idea di business, generando valore e crescita senza dimenticare diritti e tutele dei lavoratori.

 

Una crescita costante che segue l’innovazione nel mondo del lavoro

Ne ha parlato a CCFS Daniela Furlani, Presidentessa di Doc Creativity, nata nel 2017 per dare casa e tutele ai lavoratori del mercato creativo, designer, grafici, pittori, gamer, pubblicitari, web developer e sviluppatori 3D e comunicatori. Categorie tipicamente inquadrate in contratti molto flessibili e intermittenti che hanno trovato qui un punto di approdo, dove ricevere contribuzioni regolari, commisurate al proprio giro d’affari ed erogate con regolarità, indipendentemente dai termini di pagamento.

“Siamo nati nel 2017 come startup innovativa facendo un percorso naturale rispetto a Doc Servizi, cioè partendo da una realtà che ha sempre dato tutele e supporto ai primi lavoratori discontinui, individuati in primis tra i musicisti per poi via via allargare la platea dei soci a tutti i professionisti del mondo dello spettacolo. Nel tempo, però hanno iniziato ad avvicinarsi a Doc Servizi anche professionisti non tipici dello spettacolo ma condizionati dalle stesse difficoltà dei lavoratori discontinui, sempre più fluidi, senza tutele e, non da ultimo, poco riconosciuti, perché professionisti di ambiti ai più sconosciuti.”

Con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, infatti, l’innovazione è diventata l’elemento fondante dello sviluppo di professioni dove la creatività è centrale, proprio perché collegata all’innovazione, dove anche i professionisti sono in costante sviluppo ed evoluzione.

“Doc Creativity” prosegue Furlani “ha seguito un percorso di naturale evoluzione rispetto al core business rappresentato dai lavoratori dello spettacolo. Offriamo protezione ai professionisti delle arti visive tradizionali ma anche a quelle collegate all’innovazione tecnologica, senza dimenticare arti figurative classiche come pittori e scultori, per tornare al mondo del multimediale e in generale dell’arte applicata all’innovazione, come la realtà virtuale e la realtà aumentata, il design creativo e innovativo, dai graphic designer ai 3D motion graphic. Le professioni che curiamo sono il cuore o comunque una delle mission di Doc Creativity ma anche della Rete Doc. Tengo a specificare che è molto difficile per noi della rete parlare di una singola cooperativa, perché la contaminazione è fortissima. Quello che è fondamentale è la nostra capacità di avvicinare una distanza, ovvero la distinzione binaria che c’è tra lavoratore dipendente e lavoratore autonomo. I professionisti che lavorano nell’ambito dell’industria culturale e creativa hanno in comune una caratteristica specifica, cioè quella di essere molto preparati ma senza tutele e con la necessità di non avere un capo, che rischierebbe di condizionare la creatività impedendole di esprimersi all’ennesima potenza. La cooperativa permette di integrare i due concetti: tutele e autonomia, dando ai nostri soci la possibilità di autogestirsi su una piattaforma consolidata, ma seguendo l’organizzazione della propria attività. Il tutto con la tutela di uno specifico contratto collettivo nazionale, ma senza un capo.”

Il modello cooperativo prevede che nessuno speculi sul lavoro altrui ma che il valore generato venga costantemente re-investito. Nella declinazione bossless messa in atto dalla Rete Doc, i lavoratori, pur con il vantaggio di una rete di protezione, godono dell’autonomia del lavoratore freelance con le tutele del lavoratore dipendente.

“Questa fusione” racconta ancora Furlani “è la risposta a un mercato che tendenzialmente tiene queste cose sempre molto separate, andando a confondere la possibilità di sviluppo delle professioni stesse. Mettiamo quindi a disposizione tutta una serie di strumenti e opportunità per garantire e facilitare l’autogestione. Abbiamo in Doc Servizi la parte dei professionisti che progettano e quelli che producono, quindi l’ambito della progettualità mista. Questo è un valore aggiunto all’interno della cooperativa perché possiamo mettere in rete professioni diverse, connettendo idee progettuali e facendo in modo che arrivino alla produzione e alla realizzazione sia per il mercato che per i nostri soci dipendenti che rappresentano a loro volta un mercato interno a Doc Servizi.”

 

Un ecosistema di business dove nascono nuove idee d’impresa

Per favorire un vero e proprio ecosistema di business, la Rete Doc investe molto anche nel sistema di innovazione interna, con una serie di piattaforme pensate per agevolare relazioni e scambio tra i soci. In questo senso, la spinta alla digitalizzazione portata dalla pandemia è stata un grande vantaggio spingendo a guardare ancora più verso il futuro delle professioni creative, che durante la crisi non si sono fermate, salvo quelle connesse al mondo fotografico e agli eventi. Nuovi mercati esterni e interni hanno spinto Doc Creativity a investire sul proprio capitale umano, attivando un percorso di coinvolgimento dei soci più attivi – grazie all’istituzione delle figure di Product Manager dedicate alle diverse professioni – con l’obiettivo di definire la fotografia del mercato e le sue nuove esigenze. L’osservazione interna alla cooperativa stessa, in sintesi, ha permesso di identificare opportunità e generare nuove idee di impresa nate dalla conoscenza profonda del patrimonio a disposizione.

“La mappatura dei soci offre la possibilità di avere una piattaforma interna dedicata a competenze, idee e progetti”, prosegue ancora Furlani “e questo ci permette di creare anche team di professionisti che rispondano al bisogno di servizi sia interni che per i clienti, aumentando le opportunità di lavoro grazie alla piattaforma di autogestione che già abbiamo all’interno della cooperativa. Un’attività non facile, vista la varietà e i numeri a disposizione, ma è uno degli obiettivi principali che stiamo portando avanti e su cui investiamo fortemente, in modo che la cooperativa possa trovare tutte le soluzioni, i servizi, le facilitazioni per valorizzare la professionalità dei nostri soci, non solo internamente ma guardando al comparto nel suo complesso. Nel momento in cui si va a siglare un contratto collettivo nazionale, infatti, grazie ai nostri numeri e alla conoscenza dell’industria creativa, possiamo generare valore anche oltre il perimetro della cooperativa. “

 

La sfida dell’innovazione tra normativa e società

Grandi numeri, forte conoscenza del settore e uno sguardo al futuro, portano Doc Creativity ad anticipare i trend guardando a mercati emergenti come quello del gaming che include una varietà di professioni creative unite alla componente informatica, con una trasversalità ideale per entrare nel sistema. Del resto, la citata cultura manageriale e le esigenze specifiche dei comparti spingono alla creazione di Business Unit (BU) dedicate e imprese. Queste iniziative partono dalla somma delle professionalità presenti nella Rete, affondano le radici nella cultura d’impresa, per poi muovere i propri passi in autonomia, grazie al supporto della Rete Doc, forte dei suoi oltre 30 anni di attività e creazione di valore.

“Quello che noi facciamo è proprio costituire delle Business Unit all’interno della cooperativa, molto verticalizzate su un singolo settore grazie alle competenze dei soci. Ci piace dire che in cooperativa c’è sempre chi ne sa più di noi ed è il benvenuto, proprio perché il contributo di ognuno è valorizzante per l’intero sistema. Ecco perché stiamo lavorando a una BU di produzione di videogiochi, nella quale i valori della cooperativa sono molto importanti perché nessuno specula sull’altro e nessuno si arricchisce a discapito dell’altro. Anche per le BU, trattenuta una quota necessaria a coprire il costo di gestione, tutto il resto torna al socio sotto forma di contributi, tasse e netto in busta paga. Il contributo di ognuno dà quindi la possibilità di aumentare le competenze facilitando e accelerando gli obiettivi e portando le BU a crescere in modo organico. Il tutto, sempre in funzione e a vantaggio dei soci.”

Un esempio di questo modello è Power Up Team, una BU dedicata al gaming e nata dall’idea di un socio che desiderava costituire una cooperativa. Avvicinatosi alla Rete Doc per una serie di progetti, ha trovato in Doc Creativity il contesto giusto per rispondere alle sue esigenze di business, inquadrandosi in un contesto cooperativo dove è possibile generare valore sia per il titolare dell’idea di impresa che per altri soci. Questo è un caso emblematico di come il sistema sia vitale e basato sulla cooperazione a tutti i livelli, dove l’idea di business diventa un elemento del sistema e la richiesta di un cliente può diventare un’opportunità di lavoro per più soci. La prospettiva di accrescere il giro d’affari, quindi, guarda oltre il singolo, potendo contare su un sistema di professionalità, un apparato organizzativo e amministrativo di dimensioni ed efficienza irraggiungibili per un piccolo imprenditore o un freelance.